Neomamma

Di Gloriana Lori

Una mamma ha ucciso la propria figlia di 3 giorni dopo notti insonni e lo sfinimento di un allattamento che non iniziava.

L’avete letta tutti questa notizia, immagino.

Subito dopo ha provato a suicidarsi tagliandosi la gola, salvata dal marito.

Accusata di omicidio volontario.

Lei.

Ovvio.

È lei che ha buttato a terra la neonata.
Mica qualcun altro con lei. No. È stata lei, sola.
La mamma.
Che non riusciva ad avere figli e che finalmente era rimasta incinta. Che la figlia era un dono di Dio.

Le neomamme non vanno lasciate sole.
MAI.
E per sole non intendo che bisogna avere qualcuno appiccicato giorno e notte che le controlla.
Le neomamme hanno bisogno di supporto. Di essere assistite.

Hanno bisogno che qualcuno spieghi loro che cosa succederà ora che quel tenero fagotto è nelle loro mani.

Hanno bisogno di qualcuno che dica loro che se non allattano… sono mamme lo stesso.

Hanno bisogno che qualcuno spieghi loro come funziona l’allattamento, che è stranormale che il latte non venga subito, che è possibile anche che arrivi 5 giorni dopo, e che se proprio non ce la fa a tenere giorno e notte il bimbo attaccato al seno chissenefrega, qualcuno gli darà il latte artificiale per poterle permettere di dormire!!

E per questo non sarà meno mamma di altre.
Per questo non deve sentirsi inadeguata.
Per questo non deve tirare il suo corpo e la sua mentre oltre, perché LEI È LA MAMMA E A SUO FIGLIO CI DEVE PENSARE SOLO LEI E BASTA, DA SOLA.

Una neomamma non può essere dimessa da un ospedale e lasciata a se stessa, circondata da persone, parenti e amici che passano giusto quei 5 minuti per dispensare i consigli dell’altro secolo.

Avete rotto.
Voi con il dito puntato.
Voi pronti a giudicare.
Voi che non fate un cazzo e parlate di come essere una “brava mamma”.
Le neomamme si esauriscono dopo un parto. Le neomamme piangono per la tempesta ormonale.
Le neomamme sperano che il figlio faccia una tirata notturna unica per poter riposare.
Le neomamme soffrono durante la gravidanza, durante il parto e dopo il parto.
Vi siete mai attaccati un bambino al seno giorno e notte?
Non è subito piacevole.
È coccoloso indubbiamente…
Ma quanto fa male?
Quanto fanno male i capezzoli, quanto fa male l’utero che si contrae, quanto fa male vedere tuo figlio che tira tira e esce poco e niente, quando fa male sentirlo piangere e sentirsi impotenti?

E la neomamma piange, pensa e pensa cose brutte, che lei non è in grado, che il bambino è un piccolo mostro che le leva la vita, che non si riprenderà mai più, che fa schifo, che ha le smagliature, la ciccia che cade, la pelle flaccida, il sedere enorme, le occhiaie.
La neomamma non pensa di essere una figa perché è stata la culla del figlio per nove mesi.

Cominciate con l’evitare di dire alle neomamme che si sentono una merda che “tra un annetto tornerai, forse, come prima”, evitate di dirle “io ho allattato per un anno e non ho avuto problemi”, evitate di dirle “si vede che sei stanca ma hai voluto la bicicletta? Ora pedali”.

Perché le neomamme non sbattono a terra voi che dite le minchiate, sbattono a terra per la disperazione la prima cosa che si trovano tra le mani. Il figlio.

La mente si azzera, il cervello non ragiona più, il dolore non passa ed è tutto nero.

E levate sto dito dalla loro faccia.
È uscita sul giornale in prima pagina con foto, nome e cognome.
Mi fate vomitare.
La colpa non è sua.
È vostra.

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